Il settore della scuola ha recentemente approvato un nuovo contratto per i presidi dei vari istituti. Ecco di quanto.
Dopo il bonus gita scolastica del 2026, il settore della scuola ha preso la decisione di apportare l’ennesima novità. In particolare, come riporta Sky Tg 24, tramite l’approvazione di un nuovo contratto pensato appositamente per i presidi.
Il provvedimento in questione fa parte del rinnovo contrattuale del biennio 2022-2024, ed è chiaramente un aggiornamento dell’importo precedente. Verranno sostanzialmente riconosciuti degli aumenti alla categoria in questione.

Scuola, gli aumenti previsti per i presidi
Il nuovo contratto in questione, riconoscerà ai presidi anche gli arretrati maturati a partire dal 1° gennaio 2024. Per i dirigenti scolastici nello specifico, si tratterà di un aumento pari a circa 5.800 euro medi. Per le università e per gli enti di ricerca, si parla invece di un aumento di circa 6 mila euro.
Il provvedimento di recente approvazione, riguarda all’incirca 7.550 dirigenti scolastici, a partire dai presidi, e 360 dirigenti delle università e degli enti di ricerca già citati sopra. In termini mensili, l’aumento medio per i dirigenti scolastici è di 500 euro al mese per 13 mensilità.
Per le università e per gli enti di ricerca, l’aumento in termini mensili per le varie figure dirigenziali sarà pari a 503 euro al mese per 13 mensilità. In percentuale, si parla perciò di un aumento rispettivamente dell’8,48% e del 6%.
Le reazioni contrarie
Nonostante la notizia in questione sia stata accolta positivamente da numerose organizzazione del settore scuola, associazioni come Dirigentiscuola tramite il loro presidente nazionale Fratta hanno evidenziato il loro malcontento.
Fratta ha infatti dichiarato: “La sottoscrizione del contratto Area dirigenza scolastica per il triennio 22-24 non ci lascia soddisfatti. La parte economica, che comunque vedremo ad andare bene in autunno inoltrato, dopo la sigla del definitivo e i necessari provvedimenti amministrativi, prevede aumenti non in linea con la complessità del ruolo“.